

Piu indebitati e piu felici
Le famiglie italiane stanno perciò continuando ad indebitarsi sempre più,
anche se la situazione risulta per certi versi meno drammatica rispetto agli
Stati Uniti dove il debito medio delle famiglie ha ormai superato gli 84.000
euro, ma il peggiore campanello di allarme arriva dall’analisi della natura
dell’indebitamento. In Italia le ragioni per le quali si domanda denaro a
prestito sono infatti costituite sempre meno da investimenti a lungo o medio
termine quali mutui per l’acquisto della casa o da crediti finalizzati ad
acquistare beni di consumo dal costo estremamente elevato come autovetture o
componenti d’arredo, e sempre più dalla cessione del quinto dello stipendio,
da prestiti non finalizzati come le carte di credito revolving o da prestiti
finalizzati all’acquisto di beni e servizi che negli anni passati
risultavano voci marginali nell’ambito dei finanziamenti, quali viaggi,
spese mediche, palestre, piccoli elettrodomestici e beni di consumo dal
costo relativamente basso. Pur in una situazione di pesante riduzione dei
consumi, dai dati relativi al 2007 emerge infatti l’estrema vivacità del
credito al consumo, cresciuto dell’11,3% (+ 12,8% per quanto riguarda la
cessione del quinto dello stipendio) contro l’8,7% del mercato dei mutui,
arrivando a sfiorare il 20% dell’indebitamento totale per una cifra di circa
100 miliardi di euro.
Il ricorso al credito da parte delle famiglie italiane, il cui indebitamento
medio ha ormai superato il 50% del reddito disponibile, sta pertanto
continuando a crescere, pur alla luce della vistosa contrazione dei consumi,
risultando sempre più indirizzato a contenere, almeno in parte, la
progressiva perdita del potere di acquisto di salari e pensioni. Sempre più
spesso ci si indebita per riuscire a fare la spesa l’ultima settimana del
mese, per comprare i libri di scuola ai figli, per andare comunque in
vacanza una settimana, per non rinunciare alla palestra o ad una cena con
gli amici, per riparare l’auto, per fare tutte quelle cose che fino a
qualche anno fa rientravano nell’ambito della capacità di spesa di una
famiglia dal tenore di vita normale ed ora necessitano di un accesso al
credito. Sempre più spesso ci si indebita per aiutare economicamente i figli
ormai in età adulta che non riescono a trovare lavoro, tanto che stanno
crescendo in maniera esponenziale le formule di finanziamento orientate alla
categoria dei pensionati e destinate a questo scopo. Ci si indebita per
allontanare la consapevolezza del fatto che si sta diventando sempre più
poveri, più infelici, più indebitati e più ricattabili, perché proprio sulla
libertà di scelta finisce per ripercuotersi il costo più grave di una vita a
credito.